mercoledì 16 ottobre 2013

Hell and Paradise..


Tolta qualche ragnatela e data una spolverata su ispirazione dell’amico Francesco,il Foia di runningforum,che ieri ha scritto questo bel post sul suo blog .
Chi può vantare più esperienza ha una cognizione di causa maggiore,più possibilità di scelta e può esprimere un giudizio più completo. Esperienza che,visto il gioco,non si misura solo nella quantità di gare fatte.. o meglio,ognuno si può creare il suo paradiso e il suo inferno ma shakerare campagna e città,piccola gara e grande organizzazione,italia e estero,più almeno una major può regalare un mix più vario ed una visione globale però,ripeto,qualsiasi runner con qualche maratona alle spalle può stare al gioco.. Io ne ho corse undici,oltre ad una settantina di gare,avrei pensato d’avere qualche tacca in più ma le più o meno recenti questioni fisiche mi hanno fatto perdere un po’ il filo,in compenso mi sono fatto un minimo d’esperienza in realtà distanti tra loro..

Se Foia è partito dal paradiso,inverto i fattori e partiamo dall’inferno del maratoneta,ovviamente il mio inferno..Area di partenza triste stile Milano 2011 dalla zona fiera di Rho,tracciato tosto “made in Usa”,il continuo sali-scendi di Boston ti mette a dura prova,con quelle salite dure piazzate in zona muro,anche se nemmeno gli ultimi 17km newyorkesi lasciano tranquilli,soprattutto nell’infinito rettilineo post Queensboro bridge.. se poi su un percorso così duro aggiungete i sampietrini romani non vi accorgerete immediatamente delle differenze ma alla lunga i muscoli potrebbero alzare bandiera bianca.. sperate allora di non trovare i 30gradi abbondanti di Milano 2011 o di dover lottare contro le pazzesche folate di vento della campagna friulana dell’ultima Unesco Cities Marathon.. di potervi ristorare con un acqua meno bollente della Milano già citata e avere quel minimo di supporto dal pubblico che la solitudine dell’infinita campagna della Terre Verdiane non vi può regalare o almeno di non dovervi mettere l’elmetto per battagliare con il pubblico della Milano 2008,quella che si correva ancora tutta in città.. Alla fine come premio vi toccherà sicuramente la medaglia-“patacca” sempre di Milano 2011 e nessun servizio fotografico come nell’Unesco Cities Marathon,oltre alla pesante coda e i km di camminata di NY per poter uscire dalla zona d’arrivo e,siccome siete all’inferno,vi troverete a far tutto sotto l’acqua gelida di Firenze 2010.. Non ho dimenticato l’arrivo,difficile trovarne uno da inferno quindi è necessaria una scelta dolorosa e diciamo che con il potenziale di Firenze e la fretta di far defluire i maratoneti,Piazza S.Croce viene sfruttata male e solo dalle foto ti accorgi in quale bellezza sei arrivato,cataloghiamolo come “mi sarei aspettato di più”..




Paradiso? Bé sicuramente ha un expò stile NY e la sua spettacolare partenza,facile come una Terre Verdiane o Milano,ma sei trascinato dal pubblico come in una major.. voglio vivere momenti emozionanti come l’uscita dal Queensboro di NY,lo “scream tunnel” di Boston e il Tower Bridge di Londra,accompagnato da due ali di folla come lungo il Tamigi o Central Park.. in una giornata serena ma fresca e non umida come NY 2011,con i ristori tranquilli di una Terre Verdiane o Unesco Cities Marathon ma posizionati con la frequenza di una Major e,per appagare gli occhi,vedere le “cartoline” che solo le Roma e Firenze ti possono regalare.. L’arrivo su The Mall a Londra è quasi imbattibile,se non fosse che il pubblico è un po’ distante nell’ultimissimo tratto,quindi andrebbero aggiunte le tribune delle altre major.. ed alla fine andarsene fieri con la fantastica medaglia di NY 2008,quasi impossibile da insidiare se non con la particolare medaglia di Roma 2011,da tenersi al collo per le vie di Manhattan ricevendo la gratificazione dalla gente e andarsene a cena con le compagnie romane..



Se volete stare al gioco,o su questo canale o nel blog di Foia che ha originato il post,descrivete il vostro paradiso e inferno...

7 commenti:

Foia ha detto...

Bel post, Andrea ;)
MI hai fatto venire in mente l'expo galattico di Berlino.
Ma anche quello di Trieste... :(

marianorun ha detto...

Finalmente ricordi di avere un vecchio diario da aggiornare (il blog) :-)

Complimenti per tutte le corse già fatte. Inferni e paradisi. Anche qualche purgatorio?

Nel mio piccolo, il paradiso alla Turin marathon 2012, e l'inferno all'ultra-trail di Oulx, 50k e 2500D+...

Come dice Woody Allen, il paradiso è bello per il clima, ma preferisco l'inferno per la compagnia, anche quella di pensieri indiavolati, purchè fortificanti. O forse no?

theyogi ha detto...

già, a volte ritornano! :) adesso tocca a me fare un pò di purgatorio...

Mauro Battello ha detto...

forse scontati: Firenze 2012 e Domenica scorsa :D :D :D

francos ha detto...

è bello ricordare le corse passate, fanno crescere.

Master Runners ha detto...

il paradiso è stare davanti a un bel piatto di pasta con gli amici di avventura la sera pre e post gara
l'inferno... anche nei peggiori dei casi ho un bel ricordo di tutte

Drugo ha detto...

In paradiso ci metto partenza, passaggio in piazza ferretto e tutta la parte finale della maratona di Venezia. Il cartellone CITCO alla Boston Marathon e la sua partenza....no, vabbeh, ci metto tutta la Boston Marathon in paradiso!

In inferno la parte centrale di Treviso col suo rettilineo praticamente in zona industriale e l'expo disorganizzato della Berlin marathon.